giovedì 2 gennaio 2025

Fine anno in una casa berbera

Partenza ore 9:45 con km 2432 per Tizinit città conosciuta soprattutto per la sua produzione di gioielli in argento, che risale a secoli fa. Il mercato dell’artigianato di Tizinit è uno dei migliori del Marocco, dove si trovano gioielli in argento lavorato a mano. La città è anche famosa per la sua architettura tradizionale, circondata da imponenti mura di fango con 36 torri e 9 porte. Facciamo una passeggiata per le strette stradine. Arriviamo al minareto della Grande Mosquèe irto di pali di legno. Secondo una leggenda locale si tratta del punto dove le anime dei morti si ritrovano per salire più agevolmente in paradiso. Più verosimilmente i pali furono invece lasciati dai muratori che costruirono il minareto come appiglio per salire sulla struttura ogni volta che occorre rifarne l’intonaco. Una tecnica molto simile viene impiegata per i minareti esistenti nel Sahara, in Mali e in Niger. Il clima in Marocco cambia molto dalla costa all’interno, lungo la costa risente dell’aria dell’Oceano Atlantico quindi relativamente fresco d’estate e mite d’inverno. All’interno il clima è continentale con estati torride e inverni molto freddi. Il freddo si sente ancora di più perché tendenzialmente le stanze degli alberghi non vengono riscaldate così come i locali dove si mangia. Tizinit che è a 15 km dalla costa ha un clima che risente ancora dell’influenza dell’Oceano quindi è una città vivibile in tutte le stagioni, abbiamo incontrato un pensionato italiano che per questo ha deciso di vivere qui. La strada per arrivare a Tafraoute ha dei paesaggi molto suggestivi, percorriamo la Valle di Ameln costellata di palmeraies (palmeti), villaggi berberi e torreggianti montagne che offrono due volte al giorno uno spettacolo di luci color ocra e ambra. Le alture granitiche e le oasi sono spettacolari e come non bastasse un artista belga ha utilizzato il suo pennello per decorare alcuni massi della zona con risultati davvero surreali. Arriviamo a vedere queste Pietres Blue con la luce del tramonto. Nel tragitto seguendo un percorso sterrato usciamo di strada. La macchina è con il muso dentro una buca, la ruota posteriore completamente per aria. Non so come siamo riusciti a riportarla in strada, ci è andata bene. Passiamo per Tafraute e giriamo il paese con i suoi negozi e il piccolo mercato. Arriviamo nella casa berbera che abbiamo scelto su Booking alle 20:00 giusto in tempo per la cena. 

Tizinit e il minareto della Grande Mosquee irto di pali di legno

… è una città circondata da mura di fango con 36 torri e 9 porte

I negozi lungo le vie della città…

Frutta e verdura…

Un negozio ambulante

Uno degli angoli della città 

Il colore delle mura di fango…

Decoro su una porta

L’entrata di una moschea di Tizinit

Una porta sul niente lungo la strada

Lungo il percorso, viste sconfinate

Il paesaggio al tramonto…

… le Pietres Blues l’opera di un artista belga…

Un giro a Tafraute prima di raggiungere la nostra sistemazione berbera














Spiaggia di Legzira

Oggi giornata tra le spiagge di Mirleft. Pranzo di pesce vicino al mercato. Spiaggia Legzira al tramonto. Cena di tjine a Mirleft. 


Nota: in Marocco non si puó usare il traffico dati degli smartphone che abbiamo in Europa, per cui bisogna o prendere una Sim oppure usare una Esim che costa tanto: per avere 10 giga si parla di 30/40 € mentre noi con 10 € abbiamo avuto 12 giga di di traffico per tutto quello che ci serviva prendendo una SIM locale della Marocco Telecom, ricaricabile. Abbiamo usato un vecchio telefono dove inserire la SIM e lo abbiamo utilizzato come rutter.

La spiaggia di Legzira al tramonto 

Un mercato a Mirleft

Mirleft è una piccola cittadina…

…queste le sue spiagge…

…tra rocce rosse…

…e spiagge dorate…

Ancora un mercato

Una via di Mirleft…

…i suoi caffè…

Il rosa, il colore delle case

Un tè sulla spiaggia

I bei tramonti…

…la lunga spiaggia…

I locali sulla spiaggia di Legzira












lunedì 30 dicembre 2024

Tarfaya e Il Piccolo Principe

 Partiamo 10:45 con Km 1945

Facciamo una passeggiata sulla spiaggia di Tarfaya per vedere il monumento alla memoria di Saint-Exupèry il grazioso biplano Brèguet 14, dello stesso tipo di quello che lo scrittore utilizzava per il servizio postale. Visitiamo il museo. Rifacciamo tutta la strada di ritorno fino a Guelmime poi prendiamo la strada per Sidi Ifni che corre in un bel paesaggio dal colore rosso, un sali scendi su montagne rocciose. Nel cuore di quello che un tempo era il Sahara spagnolo, Sidi Ifni fu in passato una base per il commercio degli schiavi e, successivamente, un importante scalo portuale per l’esportazione del pesce verso la Spagna. La gente del luogo ha l’abitudine di tinteggiare le costruzioni di bianco e blu, e indossa abiti e turbanti nei medesimi colori. Sidi Ifni piccola città costiera è famosa per gli edifici in art decó e per la sua spiaggia sabbiosa. Il piccolo quartiere spagnolo della cittadina è una delle sue attrattive principali. Nel cuore dell’area si trova Place Hassan II un capolavoro coloniale. Continuiamo il percorso verso nord arrivando a Legzira, una delle spiagge più belle del Marocco con i suoi grandi archi di pietra rossa che si trovano sulla spiaggia lunga 8 chilometri. Facciamo una passeggiata dove la natura mostra la sua magia e il colore dorato della sabbia si confonde con  l’ocra delle rocce. Ancora una ventina di chilometri e arriviamo a Mirleft dove prendiamo la stanza. Ceniamo in un locale vicino alla moschea con un tjine di pesce preparato con un’orata che ci hanno fatto scegliere nel banco dei pescatori.


Il museo di Saint Exupery a Tarfaya

Il biplano Breguet 14 stesso tipo che lo scrittore utilizzava per il servizio postale

La Casa Mar abbandonata ma ancora in piedi, si può raggiungere facilmente nelle ore di bassa marea

L’interno del museo di Tarfaya

Rifacciamo la strada di ritorno verso Guelmime

Sidi Ifni piccola città costiera…

… famosa per i suoi edifici in art decó…

Place Hassan II un capolavoro coloniale…

… l’Hotel Suerte Loca…

La spiaggia lunga 8 km di Legzira…

… e il famoso arco e il colore ocra delle rocce








Mercato di Guelmime

Partiamo alle 9:15 dopo colazione con km 1575 per Goulmime. Un tempo ‘porta di accesso del Sahara’ la polverosa Goulmime venne fondata come cittadina di confine nella zona in cui gli agricoltori del fertile Souss intrattenevano rapporti commerciali con i nomadi del meridione. Nel suo periodo d’oro, Goulmime richiamava i tuareg, i cosiddetti ‘uomini blu’ che giungevano fin qui dal deserto in occasione del souq settimanale per acquistare e vendere i cammelli. Oggi è giorno di mercato, l’area che ospita il souq si trova a pochi chilometri dalla strada per Tan Tan. Giriamo il bel mercato degli animali e quello alimentare. Prima di lasciare la città facciamo acquisti e il pieno di benzina. Ci mettiamo in strada per raggiungere la Laguna di Naila. A sud di Goulmime, una volta oltrepassato il letto asciutto dell’Oued Drâa, si entra nella vera e propria fornace del Sahara. I 125 km della strada per Tan Tan attraversano il paesaggio vuoto e desolato della hammada (deserto pianeggiante e pietroso). Si corre a 100km/h, ogni tanto uno stop delle forze dell’ordine che ci chiedono la nostra destinazione. Inizialmente i 200 km di statale tra Tan Tan Plage e Tarfaya sono piuttosto monotoni e attraversano una zona desertica. La strada è in buone condizioni e il traffico relativamente scarso. Lungo il percorso si vedono capanni di pescatori arroccati sulle scogliere e qualche mandria di dromedari che si sposta lentamente attraverso la hammada. Sidi Akhfennir, 95 km a sud-ovest di Tan Tan Plage è una località per una sosta, poi da qui il viaggio si fa più interessante e la strada attraversa ambienti decisamente scenografici, tra spiagge incontaminate e selvagge che si affacciano sull’Atlantico e dune di sabbia color ocra che si succedono l’una dopo l’altra fino all’orizzonte sfiorando la strada. La strada attraversa il Parco Nazionale di Khenifiss, dove è possibile osservare i fenicotteri della Laguna di Naila. Arriviamo a Tarfaya cittadina associata al pilota e scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, che nel 1926 iniziò a volare per il servizio aereo postale tra la Francia e il Senegal: Tarfaya, allora denominata Cap Juby , era una delle tappe. Nel 1927, lo scrittore venne nominato direttore della stazione di Cap Juby, dove trascorse un paio d’anni e dove trasse l’ispirazione per il suo racconto più famoso “Il piccolo Principe”, che ha come protagonista un pilota che si è perduto nel deserto.

Guelmime, un tempo porta di accesso al Sahara

I mezzi di trasporto…

Oggi è giorno di mercato

L’area che ospita il souq si trova a pochi chilometri dalla strada per Tan Tan

Quello di oggi è un importante mercato…

… famoso per la vendita dei cammelli 

Pronti per gli affari…

Cammelli, cammelli, ancora cammelli

… bello anche il mercato alimentare…

…con merce esposta…

…la via delle macellerie…

…spazi anche per la vendita del fieno

La porta di Guelmime

Inizialmente i chilometri tra Tan Tan Plage e Tarfaya sono desertici e piuttosto monotoni…

La laguna di Naila






Rabat

Ci alziamo presto, prendiamo un taxi, è ancora buio quando arriviamo alla stazione dei treni. Alle 7:50, puntuale il treno parte. Arrivo a R...